Brexit: ha inizio il Piano B delle Banche.

La Gran Bretagna si prepara alla grande ritirata che la Brexit porterà con sé. Sebbene molti continuino ad affermare che Londra si riconfermerà come la più grande capitale della finanza, le banche stanno già valutando le possibili conseguenze di tale uscita progettando il loro futuro alla luce dei nuovi scenari che la Brexit potrebbe prospettare. Non è ancora possibile affermare se si tratterà di “hard brexit” o “soft brexit”. Il tutto verrà stabilito dagli accordi tecnici tra la capitale inglese e l’Unione Europea: una maratona che comincerà proprio oggi.

Ciò detto, c’è chi vede nell’uscita dell’Inghilterra un vero e proprio punto di forza per l’economia mondiale.  Saudi Aramco, il fiore all’occhiello dell’Arabia Saudita e la più potente compagnia petrolifera al mondo, ha dato via libera al processo di quotazione della Coca Cola dell’oro nero, come è stata definita qualche tempo fa dal celebre imprenditore ed economista statunitense Warren Buffet, annunciando che investirà 300 miliardi di dollari nel prossimo decennio per mantenere la capacità produttiva attuale e per aumentare le esplorazioni di gas naturale. Dopo tale annuncio, la Financial Conduct Authority (Fca), ente regolamentatore dei mercati finanziari britannici, ha avanzato la proposta di istituire un nuovo indice alla Borsa di Londra per consentire la quotazione di società controllate da stati sovrani, proprio come Saudi Aramco, innalzando le critiche dell’Associazione britannica dei fund managers che ha espresso riserve sulla governance della compagnia saudita.

Le alternative alla Londra post-brexit si concretizzano ogni giorno che passa. Le banche e le società finanziarie a breve sposteranno interi rami di attività in altre capitali europee. Parliamo di: Bank of America, Barclays, Nomura e Citigroup che vedono in Dublino una valida opzione dove poter trasferire il loro business; BnpParibas, Crédit Agricole e Hsbc che sposteranno centinaia di addetti a Parigi; Deutsche Bank e Goldman Sachs che trovano in Francoforte una capitale finanziaria mondiale; Lloyds Banking Group la quale è vicina a scegliere Berlino come base europea; Morgan Stanley e Jp Morgan Chase & Co che sono orientate tra Dublino e Francoforte.

Al momento non sono state smobilitate, invece, le sedi di Intesa Sanpaolo e Unicredit, le uniche due banche italiane che contano centinaia di persone attive nelle loro sedi londinesi.

Per tutti gli approfondimenti sul tema, oltre che per avere una valutazione indipendente in merito all’impatto della Brexit su situazioni specifiche, inviare una mail a : segreteria@sintesinetwork.com

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